Wild watching nell’oasi Ca Granda

Descrizione:

Sospeso. Rinviato in data da destinarsi

PREMESSA

Quando i monaci arrivarono a Morimondo questa coltura era già presente, nulla portarono, nulla si conosceva della marcita: nulla inventarono e tutto perfezionarono.

Si parte da queste parole di Mario Comincini, noto storico abbiatense, per raccontare un’evoluzione del territorio morimondese che da un’attenta lettura storica e paesaggistica si desume la particolare influenza che la loro presenza ha avuto negli anni sulla trasformazione e gestione del territorio, determinandone l’aspetto odierno.

In particolare, con la gestione guidata proprio dall’organizzazione monastica, il rapporto uomo-natura ha conosciuto un tipo di relazione molto articolata che ha portato anche ad un netto stravolgimento a livello paesaggistico dell’ambiente naturale a vantaggio di un ambiente agricolo domato e impoverito in biodiversità rispetto alle origini, con un utilizzo della terra per uso agricolo senza sfruttamento, ma con criterio e rispetto, riconoscendo alta la regola del “prendere senza esosità” per evitare di prosciugare ogni risorsa, cosa che avrebbe pregiudicato lo stesso utilizzo nel futuro.

La terra morimondese, come la si può chiamare, vede nella storia il passaggio di un periodo in cui la religione detta regole e stili di vita, introduce l’innovazione dell’agricoltura in territori altrimenti depressi e paludosi, puntando invece su sistemi di coltura razionali ed efficaci e trasformando di fatto il paesaggio naturale.

In questa particolare pratica di “agricoltura naturale” si avvia la gestione delle cosiddette marcite, prati stabili permanenti gestiti dall’uomo, esempio di alta ingegneria idraulica in grado di unire le necessità economiche con quelle umane e paesaggistiche.

Qui nasce il legame tra uomo, religione, storia, agricoltura ed ambiente.

Il recupero delle marcite oltre che essere un patrimonio storico rurale, rappresenta oggi un un valore che va oltre alla coservazione, qui la parola biodiversità è rappresentata da uno stretto rapporto tra Parco del Ticino, agricoltori per poter mantenere un valore alto della biodiversità ambientale. Luogo di sosta e nidificazione ambientale di molte specie di uccelli e mammiferi dove il prato o la coltivazione fanno da cerniera tra il fiume Ticino ed altre aree protette lombarde. La Pianura Padana si presenta come una distesa di città e periferie che si stanno saldando tra loro, i campi coltivati rappresentano dei presidi ambientali importanti per la fauna selvatica per questo va rivista la loro funzione strategica nel panorama delle politiche ambientali. Il fiume Ticino rappresenta un importantissimo corridoio ecologico in grado di mettere in comunicazione Alpi e Appennini, nord Europa ed Africa a cui bisogna affiancare una rete di “percorsi verdi”che permettano ad animali e vegetali di potorsi spostare. Nelle reti ecologiche la presenza delle marcite è fondamentale, sopratutto in inverno dove diventano delle oasi di grande valore naturalistico per la sopravivvenza della fauna di passaggio.

I temi che si tratterranno durante il percorso all’inteno dell’Oasi Ca granda, realizzato proprio nel territorio di Morimondo, borgo facente parte del Parco del Ticino, saranno: protezione ambientale, la fauna del Parco Ticino con particolare attenzione alle specie autoctone, la selvicoltura il paesaggio e l’agricoltura, in un territorio che per tanti elementi si presenta come un patrimonio di storia rimasto inalterato nonostate il progresso e il divenire di una società sempre meno attenta a queste testimonianze.

Il percorso scelto per questa attività è lungo circa 12 km.

La giornata è patrocinata dal Parco del Ticino e dalla Fondazione Ca Granda.

 

PROGRAMMA DI VISITA

ore 9.30 incontro con la guida e presentazione presso il parcheggio di Morimondo, si ricorda che è a pagamento.

ore 9.45 inizio visita guidata attraverso fontanili, marcite e boschi alla scoperta della fauna selvatica e delle cascine di Ca Granda, conosceremo da vicino le attività da loro svolte e l’importanza di un’alimentazione sana, la Cascina Cerina di Mezzo, Cascina Lasso, Cascina Cerina di Sotto e Coronate importanti luoghi agricoli con una lunga storia alle loro spalle.

ore 12.30 pausa pranzo presso la Cascina Lasso, al sacco.

ore 13.30 attività wild watching per il riconoscimento della fauna selvatica del Parco del Ticino, un territorio che rappresenta uno dei corridoi ecologici più importanti a livello europeo, le tracce della fauna selvatica.

ore 15.00 fine attività e rientro attraverso campi di coltivi e ultimi lembi della foresta planiziale del Parco del Ticino.

ore 16.00 arrivo a Morimondo e fine escursione

L’escursione è condizionata dalle condizioni del tempo. Indossare scarponcini leggeri da trekking e abbigliamento sportivo adeguato alla stagione,giacca a vento impermeabile, cappello, occhiali da sole, zaino, acqua (almeno 1,5 lt), binocolo. Kit anti-Covid19 . Portarsi acqua, snack e pranzo al sacco.

NOTA COVID: ai sensi delle vigenti disposizioni per l’emergenza da COVID-19, per la partecipazione all’attività è OBBLIGATORIO che ciascun partecipante:

– sia dotato di propria mascherina di comunità, da indossarsi durante le pause o in caso di necessità
– sia dotato di proprio flaconcino di gel disinfettante a base alcolica
– mantenga rigorosamente la distanza interpersonale di 2 metri

La guida si riserva di non ammettere o di escludere dall’attività in qualunque momento il partecipante che non rispetti quanto sopra e/o le disposizioni vigenti. 


QUANDO E DOVE
17/04/2021
09:30 - 16:00

Parcheggio di via Roma a Morimondo
Via Roma, Morimondo
E-mail - viaggivicini@gmail.com
Tel - 3385712180
Quota di Partecipazione - € 15 a persona
Iscrizioni - Prenotazione obbligatoria


Download: 17 aprile

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