Ponte Coperto


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Ecco il Ponte Coperto, antica porta urbana, parte dell’apparato difensivo dell’antico porto fluviale, il punto che congiunge il centro storico di Pavia con l’antico e pittoresco Borgo Ticino che sorge a pochi passi dal letto del fiume.

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Il Ponte Coperto sul fiume Ticino collega il centro storico di Pavia ed il resto della città con l’antico e caratteristico quartiere di Borgo Ticino, originariamente collocato fuori dalle mura. È costituito da cinque arcate, due portali alle estremità e una piccola cappella religiosa al centro. Il Ponte, ricostruito più volte ed in diverse epoche, risale all’epoca romana, durante l’impero di Augusto, in cui è attestata la presenza di un primo ponte che collegava le due rive del fiume nello stesso punto in cui oggi ha sede il moderno Ponte Coperto. Dell’antico ponte sono facilmente visibili, durante i periodi di secca del Ticino, i resti dei basamenti del pilone centrale. La direzione del pilone, lievemente fuori asse rispetto a quelli del ponte medioevale e moderno, sta ad indicare che a quell’epoca la direzione della corrente del fiume era diversa. Nel 1352, sui ruderi del ponte romano, iniziò la ricostruzione e progettazione di un nuovo ponte ad opera di Giovanni da Ferrara e Jacopo da Cozzo. I lavori terminarono nel 1354, il ponte era coperto e costituito da dieci arcate irregolari e due torri di guardia alle estremità, come è possibile osservare negli affreschi di Bernardino Lanzani all’interno della chiesa di San Teodoro. L’opera rappresenta il ponte come una struttura coperta, a protezione del presidio di guardia, dotata di ponte levatoio e di torri di avvistamento; con la funzione di porta urbana e come base dell’apparato difensivo del porto fluviale, scalo commerciale delle rotte tra le città lungo le sponde del Po e del Ticino e del traffico mercantile dell’Adriatico, nonché sede della flotta militare viscontea. Nel 1583, per volere dei Visconti, la copertura venne sostituita da un nuovo tetto sorretto da cento mini pilastri in granito. Durante la dominazione spagnola, nel XVII secolo, la prima arcata verso la città e la prima arcata dal lato del borgo vennero incluse, quindi chiuse, per la costruzione delle mura spagnole, all’interno dei bastioni. Successivamente, vennero aggiunti un portale di ingresso sulla riva di Borgo Ticino (1599) e, nel 1745, sul pilastro centrale del ponte, una piccola cappella, in stile barocco, in onore di San Giovanni Nepomuceno. Il ponte fu danneggiato nel 1799, restaurato nel 1811 e nel 1822 dotato di un portale neoclassico sul lato nord, su disegno dell’architetto Amati, concepito come arco trionfale per la celebrazione della casa d’Austria. Durante i bombardamenti dell’ultimo conflitto mondiale il ponte trecentesco fu in parte distrutto e, dopo un lungo dibattito, al suo restauro si preferì la demolizione completa per il timore di crolli che potessero far straripare il Ticino. La costruzione del nuovo ponte ebbe inizio nel 1949 e venne inaugurato nel 1951. Il ponte attuale è stato costruito circa 30 metri a valle del precedente, ed è più largo e più alto rispetto a quello antico. Le arcate sono più larghe e di numero inferiore: cinque e non dieci come per quello medievale. Il ponte è ora anche più corto perchè segue un percorso perpendicolare alla corrente del fiume, mentre quello antico seguiva la linea che congiunge Strada Nuova, centro città, con Via dei Mille, Borgo Ticino. Sul pilone centrale è stata edificata una nuova cappella che ospita la statua lignea settecentesca di San Giovanni Nepomuceno, ripescata nel letto del fiume dopo i bombardamenti. Le modifiche attuate al progetto avevano lo scopo di migliorare la praticabilità del ponte (aumento di dimensioni in larghezza e altezza) e contemporaneamente facilitare lo scorrimento delle acque. Per motivi di sicurezza strutturale, la viabilità del ponte è stata recentemente ridotta, ad eccezione dei bus cittadini, ad un unico senso di marcia.

 

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