Palazzo Broletto


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Indirizzo: Piazza della Vittoria, 27100, Pavia
Orari: Lun. – Sab. 08:00 – 19:00; Dom.:10:30-19:00
Costo: Gratis
Giorni chiusura:

Ecco il più antico Broletto in Lombardia, nel cuore di uno dei più pittoreschi borghi medievali, uno dei primi luoghi dedicati all’esercizio della democrazia e della giustizia, sede dell’Amministrazione comunale e luogo deputato alle prime assemblee cittadine sin dal XI secolo

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Il Broletto di Pavia è il più antico di tutta la Lombardia, e sorge in piazza della Vittoria, sull’area un tempo occupata dalla sede vescovile, come testimoniato dalla pianta quadrangolare e ampio cortile interno, tipico della «domus episcopia», eretta nell’ VIII secolo d.C. per volere di San Damiano, vescovo di Pavia. Nel cortile dell’edificio si riuniva l’Amministrazione comunale, ospite del vescovo, anche se, già nel 1189 il Comune iniziò ad occupare il palazzo Maiori, nell’ala di levante, di cui è possibile osservare, sotto il portico attuale, i resti dell’antico colonnato progettato su pilastri cilindrici. L’ala sud, ricostruita nel 1198, fu chiamata «palatium novum». Al piano superiore si notano grandi trifore in cotto, oggi in gran parte nascoste dalla rinascimentale loggetta dei Notai (1539). Nel 1236 il vescovo Rodobaldo Cipolla vendette al Comune anche la rimanente parte del palazzo vescovile, corrispondente all’ala settentrionale rivolta verso la piazza. Questa parte dell’edificio fu radicalmente trasformata mediante l’apertura di un portico a giorno al piano terreno e di ampie finestre centinate ai piani superiori. Contemporaneamente, ad est della nuova facciata, fu costruito il palazzo del Podestà, con finestre adorne di blocchi in pietra arenaria alternati al mattone. La loggetta dei Notai, addossata alla facciata, risale alla fine del Quattrocento, mentre, più tardo è lo scalone che immette nella sala maggiore, adornata da una magnifica decorazione affrescata. Oggi, il cortile presenta un porticato terreno e una loggetta al piano superiore, addossati nel sec. XV al preesistente porticato romanico. L’orologio che orna la facciata risale al 1872, mentre più controversa è invece la storia della statua della Madonna che si affaccia sulla piazza dalla sala del Camino del Broletto. Nel 1600 alcuni artigiani avevano deciso di consacrare una statua alla Vergine, dopo un primo tentativo in legno, la rifecero in coccio pesto, una particolare tecnica di sovrapposizione di vari materiali, tra cui la sabbia del Ticino. Per quasi tre secoli la statua rimase nel loggiato sulla facciata del Broletto per poi essere spostata, nel 1872, nella cripta del Duomo in cui rimase fino al 2002 quando, dopo un restauro, venne riportata ancora all’interno del palazzo dove attualmente si trova. L’edificio ospitò il Comune sino al 1875, quando la sede comunale fu trasferita presso il palazzo Mezzabarba, uno dei maggiori esempi di rococò in Lombardia.

 

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