Basilica di San Teodoro


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Indirizzo: Piazza S. Teodoro, 3, Pavia
Orari: Lun.- Sab. 15:00 – 18:30; Dom. 09:00 – 12:00
Tel: 0382-538110
Costo: Gratis
Giorni chiusura:

Nell’antico centro storico di Pavia, nel cuore della città, ha sede la Basilica di San Teodoro, una delle chiese più antiche e più importanti, simbolo dell’identità e della storia della città, luogo deputato al culto di San Teodoro, patrono di pescatori, barcaioli e commercianti che un tempo, con le loro attività commerciali, animavano le rive del fiume.

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La Basilica di San Teodoro è una chiesa tardo romanica, risalente al XII secolo, situata nella parte più antica di Pavia a metà strada tra piazza della Vittoria, l’antico foro romano, e il Ticino. Inizialmente la chiesa era dedicata a Santa Agnese, poi, in occasione della sua beatificazione intorno all’anno 1000, al Vescovo di Pavia Teodoro morto nel 778 d.C., di cui vennero trasferite anche le spoglie al suo interno. San Teodoro è stata edificata a metà del XII secolo, ristrutturata più volte ed in diverse epoche, nel 1510, nel 1692-1693 e, infine, riportata alla struttura originaria con i restauri del 1887 e del 1904-1909. La chiesa sorge su un terrazzamento naturale digradante verso il Ticino in una zona della città anticamente abitata da pescatori, barcaioli e commercianti che svolgevano le loro attività lungo il fiume. È probabile che proprio le associazioni corporative di questi mestieri abbiano promosso la costruzione della chiesa dedicata al Santo patrono. La chiesa ha impianto basilicale a croce latina, triabsidale a tre navate, ognuna strutturata su tre campate, con volte a crociera rette da pilastri polistili a croce greca. L’interno della basilica è costruito secondo il modello delle chiese tardo romaniche dette “a sala” per cui l’ampiezza delle tre navate e l’altezza delle volte attribuiscono all’intero edificio una spazialità unitaria. La basilica è ricca di numerose opere d’arte realizzate tra il XIII ed il XVI secolo. Meritano particolare attenzione gli affreschi del Bramantino (1507) e l’affresco di Bernardino Lanzani (1522), alle spalle del battistero, raffigurante uno scorcio di Pavia: particolarmente suggestivi i dettagli del Ponte Coperto, del Castello Visconteo e delle torri medievali. Sulla parete contigua è possibile osservarne una versione precedente, incompiuta. Entrambi gli affreschi sono le più antiche immagini della città. Nella navata destra un altare barocco ospita una statua lignea della Vergine, proveniente dalla pre-esistente chiesa di Sant’Agata, mentre nella seconda campata, ai lati dell’altare, si collocano un trittico del 1513 attribuito a Bernardino Lanzani, raffigurante l’Ascensione, San Teodoro e San Siro, Sant’Agostino e Sant’Agata; e un frammento d’affresco del Lanzani, riportato su tela, con la testa del Salvatore. Sull’altare maggiore, dove sono custodite le spoglie di San Teodoro, sono esposte cinque tavolette ad olio, attribuite a Perin del Vaga, raffiguranti episodi della vita del santo, ripresi anche in un ciclo di affreschi del 1514 collocati nel transetto. Il transetto, di lunghezza ridotta, tipico delle chiese con pianta a croce latina, è caratterizzato da volte a botte laterali e da una cupola ottagonale. Il tiburio è diviso in due parti: quella inferiore costituita da una galleria di archi su colonnine, quella superiore, di dimensioni più piccole, sovrastata da una lanterna cinquecentesca. La piccola cupola sovrapposta è alleggerita da bifore richiamate dalle aperture a edicola del lanternino cinquecentesco. La zona presbiterale è sopraelevata: al di sotto, per tutta la larghezza delle navate, si colloca la cripta, realizzata nel XIII secolo, con monofore aperte su ogni abside. Una fila di colonne in calcare bianco definisce due navate longitudinali su cui si innestano i tre absidi. I capitelli della cripta sembrano risalire ad una data anteriore alla costruzione, per lo spirito ancora romanico dell’esecuzione, caratterizzati da due giri di foglie e volti negli angoli o da temi con aquile, sirene e decori arborei. La cripta ospita l’arca di San Teodoro, in granito, e l’elegante monumento funerario del prevosto Luchino Corti, della prima metà del Cinquecento. Sulle pareti, si conservano tracce d’affreschi quattrocenteschi. La fronte della cripta reca interessanti affreschi del secolo XIII: a lato della porta sinistra d’ingresso, si scorgono le figure di vari santi. Appoggiata alla fronte della cripta, è una statua marmorea policromata del Trecento: San Teodoro che reca in mano la rappresentazione simbolica della città di Pavia. Esternamente, la parte probabilmente più antica, è quella relativa all’abside. Qui il paramento di mattoni a vista è scandito da sottili lesene e da una cornice ad archetti con capitelli e mensole a testina. Sul lato settentrionale è visibile il fronte del transetto inquadrato da due contrafforti. Altri tre contrafforti corrono sul fianco intervallati dalla presenza di un portale coronato da una lunetta e dalle monofore che illuminano la navata laterale. Nella fascia superiore del portale, sotto una cornice dentellata, corre una loggetta cieca decorata da bacini ceramici. Il fianco meridionale presenta una deviazione della cortina muraria ed è rinforzato, per contrastare la maggiore pendenza del terreno, da contrafforti più spessi rispetto a quelli del fianco settentrionale. Sul lato sud si collocano la sacrestia e il campanile. La facciata, ripartita da quattro paraste nell’Ottocento, ha assunto il profilo a capanna durante i restauri moderni che l’hanno riavvicinata ad un aspetto romanico. In quella fase è stata rialzata la navata, ripristinata la galleria ed è stata aperta la trifora al posto del rosone cinquecentesco.

 

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